Dialogo di Boccaccio: giornata sesta, novella 9
Br: « Andiamo a parlare con lui, per procurargli fastidio! E dovete spronare i cavalli, in modo da improvvisare un assalto »
Br: « Guido tu ti rifiuti di far parte della nostra brigata, ma quando avrai scoperto che Dio non esiste, cosa farai? »
G: « Signori, voi siete liberi di dirmi ciò che volete, a casa vostra »
B: « Se non l'avete capito, gli smemorati siete voi e Guido con quelle parole da villano ci ha offeso, perché ripensandoci queste tombe sono la casa dei morti, poiché i morti vengono messi all'interno e Guido ci ha insultato dicendo che sono la nostra dimora, come per dirci che abbiamo il cervello morto, in quanto non siamo all'altezza degli intellettuali come lui.
Ecco, perché per Guido siamo a casa nostra »
[ La novella di Guido Cavalcanti assume la struttura di una tenzone, poiché il dialogo consiste in uno scambio di battute accese, in cui anche lo stesso Cavalcanti, tramite una battuta di spirito, riesce ad umiliare senza essere volgare : « signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace. » ]
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