Il seguente breve testo teatrale prevede l'interazione tra i seguenti personaggi: Betto Brunelleschi, Guido Cavalcanti, Massimo Camillo e Ruggiero Galilei e si svolge in due ambienti differenti, ovvero la piazza di paese e il cimitero.
Prima di leggere questo copione occorre tener conto che si tratta di una libera interpretazione della Nona Novella della sesta giornata del Decameron, rivisitata ai giorni nostri come un incontro tra amici; il che giustifica l'uso di espressioni tipiche della lingua orale e informale.
[Quattro giovani ragazzi in piazza discutono del più e del meno]
Betto: Allora, avete ascoltato il nuovo singolo di Justin Bieber?
Massimo: Eccome, è bellissimo: mi gasa un sacco! Fa venire subito voglia di muoversi.
Ruggiero: Hai ragione, è stra bello. Cava, tu l'hai ascoltato?
Guido: Ragazzi, per favore, non mi piace tanto Cava come soprannome.
Betto: Allora come vuoi che ti chiamiamo?
Guido: Guido va benissimo, odio i soprannomi.
Ruggiero: [sbuffando con espressione scocciata] Ma tutti noi ne abbiamo uno.
Guido: [con tono saccente] Contenti voi, contenti tutti; io li trovo adatti solo ai cani o alle cocorite. In ogni caso no, non ho ascoltato la nuova canzone di Justin Bieber, è un genere che non amo particolarmente.
Massimo: [infastidito] E allora cosa ti piace? Cosa ascolti?
Guido: Niente, preferisco il cinguettio dei passerotti nel bosco e il suono del calpestio delle foglie secche nei parchi
[Gli altri tre si guardano l'un l'altro increduli, quando Betto, per proseguire la conversazione, incalza]
Betto: Ehm, avete visto che ho comperato le nuove Adidas NMD?
Massimo: Nooo! Fotoniche! Le voglio anch'io, dove le hai prese?
Betto: Da Foot Locker, a 140 euro circa
Ruggiero: Io la settimana scorsa invece ho preso queste Nike [indica le scarpe], sono l'ultimo modello.
Guido: Tutti quei soldi solo per un paio di scarpe? È assolutamente insensato, considerato che quando usciranno le prossime vi catapulterete a comprarle e queste ultime finiranno nel dimenticatoio. [coprendosi gli occhi] Quanto consumismo!
Ruggiero: [beffardo] Sì, sì, dici così solo perchè non puoi permettertele
Guido: [adirato] Non sei nessuno per farmi i conti in tasca! Ho abbastanza denaro per potermi comprare l'intero negozio di scarpe, ma non lo faccio per principio. Preferisco donare ai bisognosi.
Betto: [derisorio] Eccolo, è arrivata Madre Teresa!
Guido: Basta prendermi in giro, ne ho abbastanza di voi! [vaneggia preso dall'ira] Io con la chiesa non c'entro nulla! Dio non esiste e ve lo proverò!
[E se ne va di passo pesante, mentre i tre ragazzi gli chiedono perdono e lo pregano di tornare indietro, ma è già troppo lontano per sentirli]
Massimo: Betto, avresti anche potuto evitare di fare quel riferimento a Madre Teresa di Calcutta, lo sai che è fermamente ateo...
Ruggiero:... E che sta tutto il giorno a pensare a come dimostrare la mancata esistenza di Dio.
Betto: Sì, avete ragione, non mi era venuto in mente, però io volevo solo scherzare.
[Pausa di imbarazzo]
Betto: E poi [nervoso], se anche riuscisse a dimostrarlo, che vantaggio ne trarrebbe? Non gli basta tenerselo per sé? Se voglio credere in Dio, reale o immaginario che sia, sarò pur libero di farlo, no? E se voglio credere in una formica, potrò pure venerarla come mi pare, giusto?
Ruggiero: Giusto!
[I tre si allontanano ed escono di scena]
[Il giorno seguente Betto, Ruggiero e Massimo, dopo un giro ognuno sulle rispettive Harley Davidson, vedono in lontananza Guido a spasso per il cimitero e decidono di raggiungerlo]
Betto: Ciao Guido!
Ruggiero: Ciao Cava! [dopo aver ricevuto una gomitata da Massimo] ehm, Guido.
Guido: Buongiorno ragazzi.
Betto: [ragionevole] Volevo scusarmi per ieri, non volevo risultare offensivo, ma lascia che ti domandi una cosa: cosa farai dopo aver provato che Dio non esiste? [sconsolato] Peraltro non vuoi neanche entrare nel nostro club.
Guido: [con un sorriso falso] Cari miei, qui a casa vostra potete dirmi quel che vi pare [poi, sorridente, scavalca una tomba e se ne va]
Massimo: Ma cosa intendeva dire?
Ruggiero: Noi possiamo stare qui come qualsiasi altra persona.
Betto: Ma no, stupidi! Non vi rendete conto che ci ha appena offesi?
Massimo: [confuso] In che senso?
Betto: Ha detto che a casa nostra possiamo dire di tutto, no?
[I due annuiscono, concentrati]
Betto: Alludendo che questa sia casa nostra, non significa che noi siamo morti, ma che le nostre menti lo sono! Infame che non è altro.
Ruggiero: Ahhh
Massimo: È verooo... meno male che ci sei tu Betto, senza di te saremmo persi; [con tono da leccapiedi] sei il nostro unico punto di riferimento.
Ruggiero: Viva Betto!
Massimo: Vogliamo te come nostro leader.
Ruggiero: [entusiasta] Solo te!
Massimo: Sempre te!
Betto: Se è questo che volete, così sia.