Lunedì 2/5/2016 III Incontro col prof. C. Longhi
(Ndiaye Mouhamed)
teatro contemporaneo = il teatro che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri.
L’idea più diffusa di teatro è quella di un regista che prende un copione , prende degli attori e mette in scena quella commedia.
La situazione del teatro d’oggi viene suddiviso in 3 categorie : scrittura scenica ; superamento regia ; post drammatico.
(Mesirca Prevedello)
L’idea diffusa oggi afferma che il regista prenda attori famosi e li metta in scena; in questo modo sorgono alcuni problemi. Le messe in scena sconvolgono le drammaturgie e non vengono utilizzati i copioni. Ciò può deludere, o peggio, indignare il pubblico, come capitò nella rappresentazione di “Servitore di due padroni” (messa in scena da Antonio Latella).
Un altro problema è la mancanza dell’utilizzo del copione, che provoca il pubblico , proprio come fece Pippo Del Bono nei suoi spettacoli
Gertrude Stein è stata una figura influente per la letteratura e l’arte dei primi del ‘900. E’ considerata un personaggio scandaloso anche a causa della sua omosessualità. La Stein affermava: “L’emozione del pubblico non coincide con il tempo emotivo del dramma”. Con questo la Stein spiega che il pubblico non riuscirà mai ad andare alla stessa velocità del dramma; infatti o va avanti, cercando di indovinare la fine, oppure indietro, attardandosi a pensare al contenuto delle scene precedenti. Tutto ciò rappresenta per il pubblico una grande fonte di angoscia.
Il pubblico del teatro vive nell’attesa del pathos del finale; la stessa Stein dichiara di essere riuscita ad apprezzare un’opera senza angoscia solamente in Sala Bernhard, durante una recitazione in francese.
L’uomo è un animale mimetico perchè imita gli altri e ne imita le azioni, con due modalità: facendole o raccontandole.
Per imitare un’azione vi sono due forme narrative: il poema epico e il testo teatrale.
Nel teatro, per mantenere l’attenzione del pubblico, c’è bisogno di raccontare solo una storia (non più storie contemporaneamente) e questa sola storia deve essere contenuta in un unico spazio.
Nel poema epico invece è più facile narrare più storie in spazi distinti.
Un altro elemento distintivo tra poema e teatro è il tempo: il teatro è un accadimento in corso, raccontato perciò al presente, mentre il poema è un racconto del passato rivisto col senno del poi.
(MACCHIA Ilaria)
DRAMMATURGO = scrive copioni nuovi
DRAMATURG = consulente letterario del regista, assistente del regista: aiuta nelle traduzioni, nei tagli delle scene, ESPERTO di questioni di DRAMMATURGIA (ultimamente è una figura centrale nel teatro)
SITUAZIONE DEL TEATRO OGGI (discorso generale)
1) messe in scena che stravolgono la drammaturgia (regie che stravolgono i testi di partenza)
2) assenza di copioni
GERTRUDE STEIN
Una delle figure più influenti dell’arte e della letteratura del ‘900.
Nata negli Stati Uniti alla fine dell’ ‘800, svolge sempre lì i suoi stud (amica di Pablo Picasso);
Appassionata d’arte e letteratura.
Crea una galleria d’arte privata piuttosto importante.
Personaggio scandaloso per l’epoca poiché è coinvolta in un rapporto omosessuale con Alice Toklas.
La Steine scrive un’autobiografia ma parlando di sé stessa attraverso l’identità della Toklas: “La biografia di Alice Toklas”
Riflessione di Gertrude Stein sul teatro: quando si sta a teatro la propria percezione emotiva rispetto a quello che accade in scena é sfasato: non riusciamo mentalmente ad andare alla stessa velocità con la quale si svolge lo spettacolo = sensazione di ANGOSCIA
Secondo Aristotele, l’uomo è un ANIMALE MIMETICO: tende ad imitare in due modi un azione
- facendo l’azione (replicandola)
- raccontando l’azione → due grandi forme narrative: -testo teatrale
-poema epico
> il TEATRO accade “qui e ora” cioè nel PRESENTE: “accadimento accadente”
> la NARRAZIONE è legata al tempo PASSATO (in generale)
Alcuni teorici del ‘500 prescrivono 3 regole per il teatro
- unità di tempo: azione rappresentata che si svolge nell’arco di una giornata
- unità di spazio: non è possibile raccontare due storie contemporaneamente
- (mancante)
Nelle storie teatrali è presente un certo PATHOS verso il finale: bisogno di sapere come andrà a finire.
Secondo l’opinione di Schiller, un grande drammaturgo tedesco e storico del teatro, in uno spettacolo teatrale, lo spettatore viene “trascinato” dal finale, mentre, nel racconto, il lettore ha la possibilità di soffermarsi su un episodio, di analizzarlo o riguardarlo.
METTERE LE COSE IN CORNICE = investire le cose di significato
Gertrude Stein è anche pittrice. Si occupa di dramma-pittura (paesaggio): consiste nel mettere in relazione le cose per dare un significato. C’è vita ed è l’idea di teatro che ha ribaltato il Novecento. Non c’è una storia.
Il teatro contemporaneo, dunque, è costruito sulla base di questi concetti: Teatro POST-DRAMMATICO (assenza di copioni).
Il teatro è un luogo necessario alla vita comunitaria poiché ci si abitua a ragionare in comunità ( chiedersi il perché delle cose).
Si impara a stare insieme e anche in uno spettacolo si lavora sempre in tanti e insieme.
(MATILDE LIVERANI)
Il “problema” del teatro contemporaneo è che i registi, non utilizzando il copione, presentano al pubblico messe in scena che stravolgono completamente il testo originale, oppure spettacoli anomali, che puntano a destare perplessità, a provocare gli spettatori, che non comprendono quello che stanno vedendo, e sono portati a chiedersi che cosa sta succedendo.
Questa impressione di incomprensibilità non la si ha soltanto nel teatro, ma in generale in tutta l'arte contemporanea a partire dal '900.
Fondamentale per capire la letteratura e l'arte, in particolare quella teatrale, del '900, è la figura di Gertrude Stein. Nata negli Stati Uniti verso la fine dell'800, fu una scrittrice di romanzi d'avanguardia, appassionata di letteratura, arti figurative e teatro. Visse per molto tempo in Europa, dove diventò amica di artisti come Picasso, ed ebbe una relazione con una donna di nome Alice Toklas. Quando ritornò negli Stati Uniti, in occasione della prima rappresentazione di una sua opera, era ormai una figura di spicco nel panorama artistico.
In quel periodo girò il paese tenendo una serie di conferenze intitolate “Plays”, nelle quali presentava le sue chiavi di lettura del teatro del '900.
La Stein nota che, nel momento in cui si assiste ad uno spettacolo teatrale, la percezione emotiva dello spettatore è sempre sfasata rispetto a ciò che succede in scena: o perché ci attardiamo a riflettere su ciò che è appena successo, o perché ci immaginiamo come andrà a finire, siamo sempre un po' troppo indietro o un po' troppo avanti rispetto alla scena. Questo provoca in noi una situazione di turbamento.
Secondo la “poetica” di Aristotele, l'uomo, in quanto animale mimetico, può imitare le azioni in due modi: raccontandole, ed è ciò che genera la letteratura, o facendole, ed è ciò che genera il teatro.
La sostanziale differenza tra la narrativa e il teatro è che, mentre la narrativa ha una struttura tendenzialmente legata al passato, quindi il lettore si approccia ad essa in una maniera più distaccata, sapendo che la storia che sta per leggere è già finita, ciò che accade a teatro accade “hic et nunc”, qui e ora. Quando si assiste ad uno spettacolo a teatro, infatti, si crea nello spettatore una tensione riguardo l'esito, poiché, anche se la storia è finita, egli finge che stia succedendo in quel momento, quasi per un patto stabilito andando a teatro.
Per ragioni di verosimiglianza, i teorici del '5oo prescrivevano 3 regole fondamentali da seguire quando si rappresenta un dramma a teatro:
- Unità di tempo: l'azione raccontata deve durare al massimo una giornata, per non perdere di credibilità.
- Unità di spazio: non ci possono essere cambi di scena, tutto deve accadere in una sola stanza
- Unità d'azione: per mantenere l'attenzione del pubblico, è necessario raccontare una sola storia (diversamente da ciò che accade nei drammi elisabettiani / shakespeariani, dove vengono raccontate nella stessa opera due storie parallele, con lo scopo di chiarire meglio alcuni aspetti dell'una e dell'altra)
Gli atti, inoltre, sono tradizionalmente 5, come le dita di una mano, proprio per agevolare la memorizzazione del pubblico, che deve riuscire a seguire la storia.
Ritornando alle conferenze “Plays”; Gertrude Stein racconta che l'unica volta in cui si è sentita bene a teatro, è stato quando aveva all'incirca sedici anni, assistendo alla recitazione dell'attrice Sarah Bernhardt in francese, poiché in quel caso, davanti ad una cosa totalmente estranea, in mancanza di coinvolgimento, riusciva a guardarla con distacco.
Tempo dopo, negli anni '20, durante una vacanza in Provenza, Getrude ebbe l'illuminazione riguardo al modo di scrivere i testi teatrali: un dramma deve essere scritto come un paesaggio.
Il significato di questa riflessione è il seguente: l'arte non deve per forza raccontare una storia per essere tale.
Quello che deve fare l'arte è “mettere una cornice”; investire di significato la realtà in modo che smetta di essere guardata per quello che è e la si guardi come metafora del mondo.
Non c'è bisogno di raccontare storie, c'è bisogno di stabilire relazioni tra le cose.
È così che è cambiato il teatro del '900, dando inizio al teatro “post drammatico” degli anni '70, con registi che mettono in scena spettacoli in cui non c'è una storia, con una scrittura scenica che non è una scrittura alfabetica, poiché non scrive delle parole, ma scrive degli elementi scenici.
Perché è così importante il teatro?
Il teatro è un luogo politicamente necessario: infatti, oltre alla funzione artistica esso svolge anche una funzione antropologica, che è quella di far capire come si sta insieme.
(JR LANGIDEN)
Il Dramaturg, l’autore teatrale che scrive le opere, diventa sempre più importante per il teatro.
l’incontro col prof. C. Longhi ha come oggetto le nuove prospettive sceniche e si è parlato di una figura molto importante per capire la letteratura e l’arte del ‘900, che è Gertrude Stein.
Nata in America, negli Stati Uniti, la scrittrice-poetessa visse una buona parte della sua vita in Europa.
A Parigi era molto amica di Picasso, il quale le fece il celebre ritratto del 1906, riconosciuto dagli storici dell'arte come il primo passo embrionale verso lo stile cubista
Ella era apertamente omosessuale e scrisse una biografia.
Ciò che la lega al Teatro è la sua forte passione per esso.
Il periodo dell’800 e del ‘900 viene riconosciuto come quello più all’avanguardia e soprattutto la musica subì un cambio radicale.
Negli anni ‘30 la Stein decise di tornare negli Stati Uniti per assistere alla prima rappresentazione di ‘4 Santi in 3 Atti’ , un’opera importantissima per lei in quanto scrisse il libretto.
Ciò che si notò grazie all’appassionata è che le chiavi di lettura per il teatro erano cambiate: quando si è spettatori di un’opera drammatica si ha una percezione del dramma anacronistica rispetto al momento in cui il dramma vuole comunicarci e la scrittrice ne era un esempio, siccome si definiva ‘turbata’ durante qualsiasi spettacolo.
La politica del teatro ci rivela che l’uomo è un animale mimetico, in quanto attore e quindi rappresentante di molti aspetti.
Esistono 2 tipi di fonti narrative: l’opera teatrale ci racconta tutto al presente ‘HIC ET NUNC’ cioè ‘qui e ora’, mentre il poema epico al passato, cioè racconta qualcosa che è già finito da molto tempo.
Una caratteristica del teatro sono le 3 Unità Aristoteliche che la compongono:
Tempo, Spazio, Azione.
Inoltre gli spettacoli sono suddivisi in 5 Atti (quanto il numero delle dita in una mano) per appoggiare ogni atto ad un elemento concreto (‘Mnemotecnica’).
Il teatro post-drammatico del ‘900 può essere riassunto in una sola frase: ‘non succede nulla, c’è solo vita’.
Nessun commento:
Posta un commento