Recensione spettacolo teatrale:
“CIRCA”
“Circa” è il
titolo del ‘best of’ della compagnia australiana, dal medesimo nome, creato dal
regista Yaron Lifshitz. Il cast, formato da sette giovani attori e acrobati,
mette in scena una performance di circo contemporaneo tratta dai migliori
spettacoli del loro repetorio: “The Space Between”,
“By the light of the stars that are no longer” e“Furioso”. Lo spettacolo procede con un ritmo veloce e
continuo: per la durata di settantacinque minuti, i ragazzi entrano ed escono
dal palco senza mai lasciare pause o momenti vuoti, le scene sono concatenate
l’una all’altra permettendo allo spettatore di godersele tutto d’un fiato. Il
palco è spoglio e la scenografia inesistente, ci si affida esclusivamente alla
combinazione di luci e suoni, lasciando che l’attenzione ricada tutta
sui i corpi scolpiti degli artisti e sulle loro strabilianti capacità
atletiche. Talvolta vengono utilizzati alcuni semplici oggetti di scena tipici
dell’arte circense (quali corde, cerchi e elastici), oppure più
particolari (ad esempio un paio di tacchi alti con cui un’acrobata si muove sul
corpo del compagno).
L’inizio è
d’impatto e richiama subito l’attenzione: su un sottofondo musicale che varia
passando da irrequieto, a malinconico, a ancora più irrequieto,
gli interpreti paiono posseduti dal proprio corpo, il quale governa sulla loro
mente e sul quale non hanno controllo; questo sarà il tema comune di tutta la
prima parte. A seguire, una serie di esibizioni circensi
sulla base del linguaggio del ballo contemporaneo si susseguono alternando
momenti comici e divertenti di giocoleria, ad altri più emotivi e poetici, con
un vero e proprio gioco di sentimenti (quali gelosia, amore, rabbia, passione…),
ciascuno rappresentato in un modo diverso e originale. Di particolare suggestione è la parte centrale
in cui il cast al completo si ritrova sul palco e presenta una serie di
acrobazie strabilianti prova del tentativo di spingersi oltre i limiti del
corpo umano e di superare la forza di gravità. Nella conclusione i ragazzi
paiono congedarsi con una serie di abbracci tra loro, per poi proseguire ognuno
facendo ciò con cui aveva aperto lo spettacolo, quasi a voler tranquillizzare
il pubblico che in realtà non tutto è finito e che si può ricominciare.
Nell’insieme è un
qualcosa di emozionante, che coinvolge e fa dimenticare completamente il mondo
circostante trasportando in un’altra dimensione, tanto che in alcuni momenti è
possibile ritrovarsi col fiato sospeso, poiché si è troppo
presi da ciò che succede su quel palco per potersi ricordare di respirare. Non
mancano gli errori e gli acrobati lasciano trasparire, nell’espressione dei
volti e nel tremolio di gambe e braccia, l’immensa
difficoltà di ciò che stanno facendo: rischio e pericolo fanno parte della
realtà e contribuiscono ad avvicinare a loro il pubblico, che si sente
in dovere di sostenerli con il calore degli applausi.
L’abilità di quei
sette ragazzi e ciò che riescono realmente a suscitare in chi li guarda è
difficile da raccontare a parole e si può veramente comprendere soltanto dopo
averlo visto con i propri occhi.
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