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Lo spettacolo "Romolo va in pensione" della III H 2015-16 rappresentato all'Arena del Sole

Presentazione di “Romolo va in pensione” della III H ESABAC del Liceo Linguistico “Laura Bassi” di Bologna Il booktrailer “Romolo...

giovedì 12 maggio 2016

Laboratorio in inglese: 5/5/2016

05/05/2016


Little Red Riding Hood, laboratorio in inglese.




(De Risi Sofia)


Oggi con la direttrice di una compagnia di teatro inglese, Laura Pasetti, abbiamo svolto un laboratorio teatrale basato sull'improvvisazione e il lavoro di gruppo. Inizialmente la signora Pasetti si è presentata e ci ha fatto qualche domanda riguardo alle nostre esperienze personali nel campo teatrale. Dopo di che ci ha divisi in gruppi e ci ha fatto recitare la filastrocca 'Humpty Dumpty', prima con toni tristi e poi allegri. In seguito, sempre divisi in gruppi, abbiamo fatto un gioco di coordinazione che consisteva nel battere le mani con diversi ritmi. Ogni tanto sceglieva qualcuno tra di noi per far dirigere questo "coro", facendo aumentare l'intensità, diminuirla ecc. 


Successivamente abbiamo iniziato la parte di laboratorio su Cappuccetto Rosso. A ogni gruppo è stato affidato un ruolo, che doveva essere rielaborato e narrato come preferivamo, perché come ha detto la signora Pasetti :" In teatro, nessuna idea è giusta o sbagliata". 


Quando finalmente tutti eravamo pronti, abbiamo recitato la fiaba di Cappuccetto Rosso, modificata da noi. Il risultato finale è stato molto carino, ed è stata una grande soddisfazione ricevere i complimenti da una donna che lavora in questo campo.


lunedì 9 maggio 2016

Incontro 3 col prof. C. Longhi: 2/5/2016 (appunti)

Lunedì 2/5/2016 III Incontro col prof. C. Longhi

(Ndiaye Mouhamed)

teatro contemporaneo = il teatro che si è sviluppato in un periodo compreso tra gli inizi del Novecento e i giorni nostri.
L’idea più diffusa di teatro è quella di un regista che prende un copione , prende degli attori e mette in scena quella commedia.
La situazione del teatro d’oggi viene suddiviso in 3 categorie : scrittura scenica ; superamento regia ; post drammatico.

(Mesirca Prevedello)

L’idea diffusa oggi afferma che il regista prenda attori famosi e li metta in scena; in questo modo sorgono alcuni problemi. Le messe in scena sconvolgono le drammaturgie e non vengono utilizzati i copioni. Ciò può deludere, o peggio, indignare il pubblico, come capitò nella rappresentazione di “Servitore di due padroni” (messa in scena da Antonio Latella).
Un altro problema è la mancanza dell’utilizzo del copione, che provoca il pubblico , proprio come fece Pippo Del Bono nei suoi spettacoli

Gertrude Stein è stata una figura influente per la letteratura e l’arte dei primi del ‘900.  E’ considerata un personaggio scandaloso anche a causa della sua omosessualità. La Stein affermava: “L’emozione del pubblico non coincide con il tempo emotivo del dramma”. Con questo la Stein spiega che il pubblico non riuscirà mai ad andare alla stessa velocità del dramma; infatti o va avanti, cercando di indovinare la fine, oppure indietro, attardandosi a pensare al contenuto delle scene precedenti. Tutto ciò rappresenta per il pubblico una grande fonte di angoscia.

Il pubblico del teatro vive nell’attesa del pathos del finale; la stessa Stein dichiara di essere riuscita ad apprezzare un’opera senza angoscia solamente in Sala Bernhard, durante una recitazione in francese.

L’uomo è un animale mimetico perchè imita gli altri e ne imita le azioni, con due modalità: facendole o raccontandole.
Per imitare un’azione vi sono due forme narrative: il poema epico e il testo teatrale.
Nel teatro, per mantenere l’attenzione del pubblico, c’è bisogno di raccontare solo una storia (non più storie contemporaneamente) e questa sola storia deve essere contenuta in un unico spazio.
Nel poema epico invece è più facile narrare più storie in spazi distinti.
Un altro elemento distintivo tra poema e teatro è il tempo: il teatro è un accadimento in corso, raccontato perciò al presente, mentre il poema è un racconto del passato rivisto col senno del poi.

(MACCHIA Ilaria)




DRAMMATURGO = scrive copioni nuovi

DRAMATURG = consulente letterario del regista, assistente del regista: aiuta nelle traduzioni, nei tagli delle scene, ESPERTO di questioni di DRAMMATURGIA (ultimamente è una figura centrale nel teatro)

SITUAZIONE DEL TEATRO OGGI (discorso generale)
1) messe in scena che stravolgono la drammaturgia (regie che stravolgono i testi di partenza)
2) assenza di copioni

GERTRUDE STEIN
Una delle figure più influenti dell’arte e della letteratura del ‘900.
Nata negli Stati Uniti alla fine dell’ ‘800, svolge sempre lì i suoi stud (amica di Pablo Picasso);
Appassionata d’arte e letteratura.
Crea una galleria d’arte privata piuttosto importante.
Personaggio scandaloso per l’epoca poiché è coinvolta in un rapporto omosessuale con Alice Toklas.
La Steine scrive un’autobiografia ma parlando di sé stessa attraverso l’identità della Toklas: “La biografia di Alice Toklas”
Riflessione di Gertrude Stein sul teatro: quando si sta a teatro la propria percezione emotiva rispetto a quello che accade in scena é sfasato: non riusciamo mentalmente ad andare alla stessa velocità con la quale si svolge lo spettacolo = sensazione di ANGOSCIA

Secondo Aristotele, l’uomo è un ANIMALE MIMETICO: tende ad imitare in due modi un azione
  1. facendo l’azione (replicandola)
  2. raccontando l’azione                  due grandi forme narrative: -testo teatrale
                                                                                                                        -poema epico

> il TEATRO accade “qui e ora” cioè nel PRESENTE: “accadimento accadente”
> la NARRAZIONE è legata al tempo PASSATO (in generale)

Alcuni teorici del ‘500 prescrivono 3 regole per il teatro
- unità di tempo: azione rappresentata che si svolge nell’arco di una giornata
- unità di spazio: non è possibile raccontare due storie contemporaneamente
- (mancante)

Nelle storie teatrali è presente un certo PATHOS verso il finale: bisogno di sapere come andrà a finire.

Secondo l’opinione di Schiller, un grande drammaturgo tedesco e storico del teatro, in uno  spettacolo teatrale, lo spettatore viene “trascinato” dal finale, mentre, nel racconto, il lettore ha la possibilità di soffermarsi su un episodio, di analizzarlo o riguardarlo.

METTERE LE COSE IN CORNICE = investire le cose di significato

Gertrude Stein è anche pittrice. Si occupa di dramma-pittura (paesaggio): consiste nel mettere in relazione le cose per dare un significato. C’è vita ed è l’idea di teatro che ha ribaltato il Novecento. Non c’è una storia.
Il teatro contemporaneo, dunque, è costruito sulla base di questi concetti: Teatro POST-DRAMMATICO (assenza di copioni).

Il teatro è un luogo necessario alla vita comunitaria poiché ci si abitua a ragionare in comunità ( chiedersi il perché delle cose).
Si impara a stare insieme e anche in uno spettacolo si lavora sempre in tanti e insieme.

(MATILDE LIVERANI)

Il “problema” del teatro contemporaneo è che i registi, non utilizzando il copione, presentano al pubblico messe in scena che stravolgono completamente il testo originale, oppure spettacoli anomali, che puntano a destare perplessità, a provocare gli spettatori, che non comprendono quello che stanno vedendo, e sono portati a chiedersi che cosa sta succedendo.
Questa impressione di incomprensibilità non la si ha soltanto nel teatro, ma in generale in tutta l'arte contemporanea a partire dal '900.

Fondamentale per capire la letteratura e l'arte, in particolare quella teatrale, del '900, è la figura di Gertrude Stein. Nata negli Stati Uniti verso la fine dell'800, fu una scrittrice di romanzi d'avanguardia, appassionata di letteratura, arti figurative e teatro. Visse per molto tempo in Europa, dove diventò amica di artisti come Picasso, ed ebbe una relazione con una donna di nome Alice Toklas. Quando ritornò negli Stati Uniti, in occasione della prima rappresentazione di una sua opera, era ormai una figura di spicco nel panorama artistico.
In quel periodo girò il paese tenendo una serie di conferenze intitolate “Plays”, nelle quali presentava le sue chiavi di lettura del teatro del '900.
La Stein nota che, nel momento in cui si assiste ad uno spettacolo teatrale, la percezione emotiva dello spettatore è sempre sfasata rispetto a ciò che succede in scena: o perché ci attardiamo a riflettere su ciò che è appena successo, o perché ci immaginiamo come andrà a finire, siamo sempre un po' troppo indietro o un po' troppo avanti rispetto alla scena. Questo provoca in noi una situazione di turbamento.

Secondo la “poetica” di Aristotele, l'uomo, in quanto animale mimetico, può imitare le azioni in due modi: raccontandole, ed è ciò che genera la letteratura, o facendole, ed è ciò che genera il teatro.
La sostanziale differenza tra la narrativa e il teatro è che, mentre la narrativa ha una struttura tendenzialmente legata al passato,  quindi il lettore si approccia ad essa in una maniera più distaccata, sapendo che la storia che sta per leggere è già finita, ciò che accade a teatro accade “hic et nunc”, qui e ora. Quando si assiste ad uno spettacolo a teatro, infatti, si crea nello spettatore una tensione riguardo l'esito, poiché, anche se la storia è finita, egli finge che stia succedendo in quel momento, quasi per un patto stabilito andando a teatro.

Per ragioni di verosimiglianza, i teorici del '5oo prescrivevano 3 regole fondamentali da seguire quando si rappresenta un dramma a teatro:
  1. Unità di tempo: l'azione raccontata deve durare al massimo una giornata, per non perdere di credibilità.
  2. Unità di spazio: non ci possono essere cambi di scena, tutto deve accadere in una sola stanza
  3. Unità d'azione: per mantenere l'attenzione del pubblico, è necessario raccontare una sola storia (diversamente da ciò che accade nei drammi elisabettiani / shakespeariani, dove vengono raccontate nella stessa opera due storie parallele, con lo scopo di chiarire meglio alcuni aspetti dell'una e dell'altra)
Gli atti, inoltre, sono tradizionalmente 5, come le dita di una mano, proprio per agevolare la memorizzazione del pubblico, che deve riuscire a seguire la storia.

Ritornando alle conferenze “Plays”; Gertrude Stein racconta che l'unica volta in cui si è sentita bene a teatro, è stato quando aveva all'incirca sedici anni, assistendo alla recitazione dell'attrice Sarah Bernhardt in francese, poiché in quel caso, davanti ad una cosa totalmente estranea, in mancanza di coinvolgimento, riusciva a guardarla con distacco.
Tempo dopo, negli anni '20, durante una vacanza in Provenza, Getrude ebbe l'illuminazione riguardo al modo di scrivere i testi teatrali: un dramma deve essere scritto come un paesaggio.

Il significato di questa riflessione è il seguente: l'arte non deve per forza raccontare una storia per essere tale.

Quello che deve fare l'arte è “mettere una cornice”; investire di significato la realtà in modo che smetta di essere guardata per quello che è e la si guardi come metafora del mondo.
Non c'è bisogno di raccontare storie, c'è bisogno di stabilire relazioni tra le cose.

È così che è cambiato il teatro del '900, dando inizio al teatro “post drammatico” degli anni '70, con registi che mettono in scena spettacoli in cui non c'è una storia, con una scrittura scenica che non è una scrittura alfabetica, poiché non scrive delle parole, ma scrive degli elementi scenici.

Perché è così importante il teatro?
Il teatro è un luogo politicamente necessario: infatti, oltre alla funzione artistica esso svolge anche una funzione antropologica, che è quella di far capire come si sta insieme.

(JR LANGIDEN)

Il Dramaturg, l’autore teatrale che scrive le opere, diventa sempre più importante per il teatro.
l’incontro col prof. C. Longhi ha come oggetto le nuove prospettive sceniche e si è parlato di una figura molto importante per capire la letteratura e l’arte del ‘900, che è Gertrude Stein.
Nata in America, negli Stati Uniti, la scrittrice-poetessa visse una buona parte della sua vita in Europa.
A Parigi era molto amica di Picasso, il quale le fece il celebre ritratto del 1906, riconosciuto dagli storici dell'arte come il primo passo embrionale verso lo stile cubista
Ella era apertamente omosessuale e scrisse una biografia.
Ciò che la lega al Teatro è la sua forte passione per esso.
Il periodo dell’800 e del ‘900 viene riconosciuto come quello più all’avanguardia e soprattutto la musica subì un cambio radicale.
Negli anni ‘30 la Stein decise di tornare negli Stati Uniti per assistere alla prima rappresentazione di ‘4 Santi in 3 Atti’ , un’opera importantissima per lei in quanto scrisse il libretto.
Ciò che si notò grazie all’appassionata è che le chiavi di lettura per il teatro erano cambiate: quando si è spettatori di un’opera drammatica si ha una percezione del dramma anacronistica rispetto al momento in cui il dramma vuole comunicarci e la scrittrice ne era un esempio, siccome si definiva ‘turbata’ durante qualsiasi spettacolo.
La politica del teatro ci rivela che l’uomo è un animale mimetico, in quanto attore e quindi rappresentante di molti aspetti.
Esistono 2 tipi di fonti narrative: l’opera teatrale ci racconta tutto al presente ‘HIC ET NUNC’ cioè ‘qui e ora’, mentre il poema epico al passato, cioè racconta qualcosa che è già finito da molto tempo.
Una caratteristica del teatro sono le 3 Unità Aristoteliche che la compongono:
Tempo, Spazio, Azione.
Inoltre gli spettacoli sono suddivisi in 5 Atti (quanto il numero delle dita in una mano) per appoggiare ogni atto ad un elemento concreto (‘Mnemotecnica’).
Il teatro post-drammatico del ‘900 può essere riassunto in una sola frase: ‘non succede nulla, c’è solo vita’.

domenica 8 maggio 2016

"Circa": recensione di V. Andreola

Circa è uno spettacolo frutto dell'unione di diverse esibizioni di una compagnia di circo contemporaneo australiana. Sette acrobati si esibiscono sul palco dando prova di grandi abilità fisiche, tipiche del circo, ma anche di espressività.
La scenografia è del tutto semplice: lo sfondo è bianco e talvolta accoglie la proiezione delle ombre degli acrobati. Le luci creano un'atmosfera avvolgente. Un particolare che colpisce è la musica. In questo spettacolo gli artisti non parlano, se non dicendo parole apparentemente senza senso. La musica però accompagna ogni loro movimento, ogni sforzo. La scelta dei brani è coerente con le acrobazie portate in scena e contribuisce a trasmettere ancora più emozioni.
Un senso di turbamento accompagna tutta l'esibizione. Lo spettatore si preoccupa per l'acrobata, ha paura che possa sbagliare e vorrebbe poterlo evitare. A ogni lancio, presa, capriola si ha il fiato sospeso. Gli acrobati invece si mostrano sorridenti, come a voler rassicurare gli spettatori. Un punto di forza è la loro ironia, che portano sul palco attraverso brevi sketch divertenti.

Circa è uno spettacolo completo, che in 75 minuti dimostra che il circo può essere portato in teatro e che la sua combinazione con la danza che porta a grandi risultati.


Veronica Andreola, 3H

"Circa": recensione di M. Inguaggiato

Lo spettacolo ‘CIRCA’, ospitato venerdi 29 maggio dall’Arena del Sole a Bologna, è stato uno spettacolo emozionante e coinvolgente. Passando da scene ‘comiche’ e umoristiche ad esibizioni emotive e appassionanti, gli artisti hanno saputo mantenere l’attenzione e lo stupore del pubblico. Si tratta di coreografie di circo contemporaneo e danza acrobatica: , in cui diverse scene che raccontano o presentano una storia ; un lavoro ben fatto di professionisti talmente bravi da sembrar rendere ‘facile’ ciò che fanno. Mettendoci passione e competenza, essi hanno mostrato le loro abilità fisiche ed espressive.

 Personalmente non avevo mai visto un vero e proprio spettacolo di circo contemporaneo, ma solo qualcosa di simile, e andando allo spettaccolo non mi aspettavo di vedere esibizioni cosi così diverse e interessanti, ma allo stesso tempo accomunate con caratteristiche comuni tra loro..d. Di solito, anzi, dopo aver visto qualche esibizioine, poi ci si stanca o ci si annoia, ma non è stato cosi! Anzi, mi è piaciuto molto e guardandoli mi hanno invogliato a ‘danzare’ con loro. Penso che questo sia uno degli obbiettivi per chi presenta uno spettacolo : far emozionare lo spetttatore e suscitare una voglia di far intraprendere ciò che hai l'artista ha esibito e trasmesso. Significa In conclusione, questo significa aver fatto un buon lavoro e aver coinvolto il pubblico.

"Circa" - recensione di G. Lazzaretti

Recensione spettacolo Circa, 29/04/2016

'Circa' è una compagnia di altleti australiani che con i loro spettacoli hanno portato in Italia un nuovo circo: il circo contemporaneo. Si tratta di esibizioni nelle quali sono presenti numeri tipici del circo , ma ciò che li caratterizza è il fatto di essere accompagnati dalla danza. Il circo assume dunque la forma di espressione del corpo attraverso lo studio di ogni movimento che esso può compiere, partendo da cose semplici a cose che appaiono però quasi impossibili agli spettatori. 
Le impressioni che mi ha lasciato lo spettacolo sono molto positive , e sono rimasta esterrefatta da ciò che ho visto. Si è creata una bellissima atmosfera dal primo secondo dello spettacolo, la musica era molto coinvolgente e i giochi di ombre e di colori sul palco rendevano il tutto quasi 'magico'. L'esibizione era priva di una trama o di una storia, gli acrobati (o ballerini) hanno rappresentato con i loro numeri le varie emozioni umane, l'amicizia, la paura, la rabbia, la pazzia, la dolcezza, l'amore ecc..
Ho notato il grande talento e le capacità fisiche dei ballerini che sembrava fossero talmente esperti nel campo dell' acrobatica da riuscire a simulare le cadute dalle evoluzioni senza farsi male, e pareva che volassero grazie alla leggerezza,morbidezza e fluidità di movimento date dalla danza.
Infine si può dire che gli atleti non sono riusciti solamente nello scopo di un circense, ovvero mostrare le sue abilità al pubblico,ma anche in quello di un ballerino, emozionarsi ed emozionare.


"Circa" - recensione di M. Liverani

Recensione dello spettacolo “Circa” di Yaron Lifschitz


I giorni 28, 29, 30 aprile e 1 maggio 2016 è andato in scena all'Arena del Sole di Bologna lo spettacolo “Circa”.
Si tratta di un'opera di circo contemporaneo, creata da Yaron Lifschitz ed interpretata dal “Circa Ensemble”, una compagnia australiana composta da sette acrobati.
Lo spettacolo è costruito come un “best of”, ”: è quindi una compilation dei migliori numeri tratti dal repertorio della compagnia, che includono strabilianti acrobazie, a terra o con attrezzi, numeri aerei e di giocoleria.
In “Circa”, tuttavia, viene proposto un tipo di circo che è totalmente diverso da quello tradizionale, nel quale è quasi assente la parola, mentre è molto presente la danza. Altro elemento fondamentale è, infatti, la musica, che accompagna ogni esibizione.
I bravissimi acrobati si muovono su un palco in cui la scenografia è quasi inesistente, e non sono utilizzati oggetti di scena, ad accezione degli attrezzi con i quali si esibiscono gli interpreti o, ad esempio, le scarpe col tacco rosse con cui una delle acrobate cammina sul petto di un compagno, ad un certo punto dello spettacolo, in un numero impressionante.
Il risultato di questo allestimento è che il pubblico si ritrova quasi ipnotizzato dai movimenti dei corpi in scena e dal ritmo della musica.

Il tono delle esibizioni spazia dal divertente al toccante al provocatorio, senza mai risultare banale o noioso, tanto che, alla fine di quelli che sembrano molto meno di 75 minuti di spettacolo, lo spettatore fa fatica ad alzarsi dalla sedia e abbandonare la sala e il mondo affascinante in cui lo spettacolo lo trasporta.

"Circa" - recensione di C. Mesirca

75 minuti volati in brevissimo tempo: circaCirca, uno spettacolo circense non tradizionale, rappresentato da 7 attori\acrobati di insolita abilità.
I costumi di scena erano semplici perché non erano questi ad attirare l’attenzione, bensì la complessità dei movimenti dei corpi. A giocare un ruolo importante sono state anche le luci e la musica che accompagnavano perfettamente ogni azione che avveniva sul palco; le luci alternando esclusivamente il bianco e il nero riuscivano a creare un effetto magico, accentuato dalla musica di sottofondo che di volta in volta cambiava tipologia e intensità.
In tutta questa apparente semplicità, in ogni movimento si intuivano le comuni espressioni delle emozioni umane: la gioia, la rabbia, la fretta e lo scherzo.
La classica presenza del clown, tipica di tutte rappresentazioni circensi, non è evidente anche se in qualche momento dello spettacolo si può percepire in alcuni personaggi un atteggiamento forzatamente ridicolo.
L’unica nota di colore, in questo spettacolo in bianco e nero, è stata una scarpa rossa col tacco a spillo che normalmente rappresenta la classica donna seducente; in questo caso però era la donna che con un solo oggetto camminava sul corpo dell’uomo. La donna, con questo gesto, è riuscita a attribuire diversi significati ai canoni del rapporto uomo-donna. quali?

Uscendo dal teatro ho riflettuto sul fatto che gli attori, senza bisogno di particolari scenografie sono riusciti a trasmettere al pubblico, ognuno a modo proprio, stupore e grandi emozioni.

"Circa" - recensione di G. Rurali

Recensione spettacolo teatrale:
“CIRCA”
“Circa” è il titolo del ‘best of’ della compagnia australiana, dal medesimo nome, creato dal regista Yaron Lifshitz. Il cast, formato da sette giovani attori e acrobati, mette in scena una performance di circo contemporaneo tratta dai migliori spettacoli del loro repetorio: “The Space Between”, “By the light of the stars that are no longer” e“Furioso”. Lo spettacolo procede con un ritmo veloce e continuo: per la durata di settantacinque minuti, i ragazzi entrano ed escono dal palco senza mai lasciare pause o momenti vuoti, le scene sono concatenate l’una all’altra permettendo allo spettatore di godersele tutto d’un fiato. Il palco è spoglio e la scenografia inesistente, ci si affida esclusivamente alla combinazione di luci e suoni, lasciando che l’attenzione ricada tutta sui i corpi scolpiti degli artisti e sulle loro strabilianti capacità atletiche. Talvolta vengono utilizzati alcuni semplici oggetti di scena tipici dell’arte circense (quali corde, cerchi e elastici), oppure più particolari (ad esempio un paio di tacchi alti con cui un’acrobata si muove sul corpo del compagno).
L’inizio è d’impatto e richiama subito l’attenzione: su un sottofondo musicale che varia passando da irrequieto, a malinconico, a ancora più irrequieto, gli interpreti paiono posseduti dal proprio corpo, il quale governa sulla loro mente e sul quale non hanno controllo; questo sarà il tema comune di tutta la prima parte. A seguire, una serie di esibizioni circensi sulla base del linguaggio del ballo contemporaneo si susseguono alternando momenti comici e divertenti di giocoleria, ad altri più emotivi e poetici, con un vero e proprio gioco di sentimenti (quali gelosia, amore, rabbia, passione…), ciascuno rappresentato in un modo diverso e originale.  Di particolare suggestione è la parte centrale in cui il cast al completo si ritrova sul palco e presenta una serie di acrobazie strabilianti prova del tentativo di spingersi oltre i limiti del corpo umano e di superare la forza di gravità. Nella conclusione i ragazzi paiono congedarsi con una serie di abbracci tra loro, per poi proseguire ognuno facendo ciò con cui aveva aperto lo spettacolo, quasi a voler tranquillizzare il pubblico che in realtà non tutto è finito e che si può ricominciare.
Nell’insieme è un qualcosa di emozionante, che coinvolge e fa dimenticare completamente il mondo circostante trasportando in un’altra dimensione, tanto che in alcuni momenti è possibile ritrovarsi col fiato sospeso, poiché si è troppo presi da ciò che succede su quel palco per potersi ricordare di respirare. Non mancano gli errori e gli acrobati lasciano trasparire, nell’espressione dei volti e nel tremolio di gambe e braccia, l’immensa difficoltà di ciò che stanno facendo: rischio e pericolo fanno parte della realtà e contribuiscono ad avvicinare a loro il pubblico, che si sente in dovere di sostenerli con il calore degli applausi.
L’abilità di quei sette ragazzi e ciò che riescono realmente a suscitare in chi li guarda è difficile da raccontare a parole e si può veramente comprendere soltanto dopo averlo visto con i propri occhi.

Giulia Rurali

"Circa" - recensione di C. Preti

                   Recensione Spettacolo Circa

Nome dello spettacolo: Circa
Tipo di spettacolo: Circo contemporaneo
Durata dello spettacolo: 75 minuti
Autori: Creato da Yaron Lifschitz, messo in scena da una compagnia australiana “Circa Ensemble” con interpreti (quattro uomini e tre donne) provenienti da Francia, Belgio e Canada.
Luogo e data: Bologna, Arena del Sole, venerdì 29 aprile 2016, ore 21.00


Il sipario si apre, il palco è spoglio, completamente vuoto, nessuna scenografia o immagine proiettata. Lo spettatore non può distrarsi in elementi esterni e superficiali, la sua attenzione deve essere catturata solamente da quei cinque corpi immobili sul palco, illuminati da una luce fioca che delinea ed evidenzia le loro forme.
Gli interpreti, infatti, durante tutta la durata dello spettacolo perdono la loro identità, per diventare solamente corpi ed espressioni, permettendo così allo spettatore di concentrarsi ed immedesimarsi maggiormente sui lori movimenti.
Impossibile è infatti staccare gli occhi anche solo per un momento dalle loro acrobazie, perché si è come ipnotizzati.
Lo spettacolo è incentrato su una continua lotta e sull'd amore tra uomo e donna, fatto di capriole, verticali, acrobazie, salti e figure.
Alla donna viene conferito un ruolo predominante sull’uomo, tanto che in numerose figure a due è lei a dover sostenere l’uomo, ; si ha quindi un ‘’capovolgimento della tradizione’’: nel circo tradizionale, infatti, alla donna è solitamente riservata la parte artistica, mentre l’uomo dà dimostrazione della propria forza. Gli interpreti di Circa Ensemble si sono divertiti ad invertirsi scambiarsi i ruoli, dimostrando che non vi è poi una così netta differenza tra i due generi, e che ciò che può fare un uomo può farlo tranquillamente una donna, e viceversa.
Particolarmente d’effetto è il numero in cui una donna con dei tacchi a spillo cammina sull’addome di un uomo.
A queste esibizioni si alternano quelle in cui gli unici protagonisti sono le donne, : esse trasmettono allo spettatore amore e dolcezza e i loro movimenti sono così leggeri e puliti da far pensare che il numero sia facile e che tutti possano farlo.
E quelli iInvece nei numeri più divertenti in cui i ragazzi utilizzano il loro corpo per fare musica, battendo le mani sulla pancia, sul petto e sulle guance.
Ovviamente non mancano le piramidi umane e l’acrobatica aerea, elementi che mostrano un’unione con il circo tradizionale.
La musica di accompagnamento è ‘’vintage’’, lenta ed in lingua francese, ma funge solo da sottofondo, poiché la vera musica è quella sprigionata dai loro movimenti.
Personalmente consiglio davvero di vederlo, perché è uno spettacolo innovativo ed accattivante, capace di tenerti a bocca aperta per 75 minuti e di farti uscire dal teatro con la voglia di scoprire qualcosa su questa compagnia e di vedere altre loro esibizioni.

mercoledì 4 maggio 2016

Incontro col dott. G. Cristoforetti: 27/4/2016 (appunti)

Mercoledì 27/4/2016 Incontro col dott. G. Cristoforetti

(RURALI Giulia)

IL CIRCO E LA DANZA connubio perfetto, tra i due elementi esiste uno stretto rapporto, essi interagiscono e si fondono. (Lo stesso Cristoforetti racconta che prima di entrare nel mondo del circo si occupava di danza contemporanea).

I coreografi sono coloro che si occupano del corpo e di come si deve muovere, alcuni di loro hanno voluto sperimentare qualcosa di nuovo ricercando ballerini che sapessero fare qualcosa in più degli altri.
Infatti mentre il DANZATORE si esprime solo in senso orizzontale e svolge in questo modo tutta la sua esibizione, l’ACROBATA sperimenta la dimensione verticale: fondamentali nell’arte circense sono appunto il salto e l’idea del muoversi nello spazio mentre si è in volo, sospesi in aria.
Il circo aggiunge alla danza le acrobazie e di conseguenza anche il rischio, l’acrobata è ben consapevole della possibilità di cadere e farsi male; egli accetta però il pericolo e non si preoccupa se durante il suo numero commette qualche errore poiché esso gli appartiene in quanto non vuole comunicare un’idea di perfezione, bensì qualcosa di più realistico e legato al quotidiano, in tutte le sue imperfezioni.

Hip-hop e Break dance sono spesso studiati dagli acrobati del circo contemporaneo per apprendere tecniche e dinamiche utili nei loro numeri in quanto i principi sono molto simili (dinamica, ecc..)

(Domanda di un professore) “Nel circo contemporaneo c’è ricerca su altri ambiti o solo sulla danza?”
Sicuramente la danza è l’elemento preponderante, ma essendo i protagonisti dei ragazzi giovani spinti dalla loro curiosità sono alla continua ricerca di nuove discipline.

(Carolina Preti)

Il circo contemporaneo nasce negli anni ’80 in Francia e si sviluppa in seguito prevalentemente in Francia, Belgio e Canada dove da subito vengono istituiti corsi di laurea e cicli di studi volti a formare gli acrobati e le altre professioni specifiche per questa tipologia di circo.
Oggi esso si sta diffondendo in tutta Europa ed in molti altri stati extraeuropei.
Lo spettacolo ‘Circa’ a cui assisteremo è realizzato infatti da una compagnia australiana.
Il circo contemporaneo si differenzia da quello tradizionale per essere composto da grandi compagnie con molti artisti-->circa una ventina più alcune ‘riserve’ in caso di infortuni e per essere una rappresentazione virtuosa, dove la tecnica è l’elemento fondamentale che deve conciliarsi con l’espressività e l’estetica.
Esso inoltre non possiede alcun numero in cui sono presenti animali, caratteristica e punto di forza invece del circo tradizionale: famoso è uno spettacolo che denunciava ed al tempo stesso parodizzava la presenza degli animali nel circo, facendo saltare dentro cerchi infuocati non animali, bensì uomini.
Mentre il circo tradizionale è concepito come un’aristocrazia-(->il pubblico è subordinato all’artista), quello contemporaneo è una democrazia-(->pubblico ed artisti sono messi sullo stesso piano); esso inoltre si mette in scena non solo nel classico chapiteau, bensì anche in teatro.
Il rapporto pubblico-artista è più complesso per un circense che per un attore, poiché il circense (nello chapiteau) è accerchiato totalmente, a 360° ,dal pubblico e quindi deve essere capace di emozionare anche gli spettatori che si trovano alle sue spalle, mentre il teatro ha prevalentemente un’impostazione centrale.
Un esempio di circo contemporaneo è il famosissimo Cirque du Soleil, che si compone di due cast; per prepararne uno spettacolo occorre circa un anno di prove.


(SERENA URSO)

Il circo contemporaneo,a differenza del circo tradizionale dove l’artista in pochi minuti deve rappresentare la sua bravura,mette gli interpreti sullo stesso piano come un unico gruppo.Infatti il corpo si mette al servizio per raccontare qualcosa di significativo e trasmettere un’ emozione.Lo scopo del circo contemporaneo è dunque quello di toccare un immaginario che non appartiene al quotidiano,andare oltre i limiti per sorprendere il pubblico e gli stessi acrobati.Nel circo contemporaneo la tecnica è fondamentale sia per svolgere acrobazie che per danzare.La contaminazione tra il circo e il teatro è avvenuta quando il teatro ha voluto prendere fisicità dal circo e il circo le emozioni dal teatro.Il circo e il teatro uniti sono l’insieme perfetto. Gli spettacoli rappresentano delle metafore ad esempio in uno spettacolo intitolato erection  un uomo attraverso la danza cerca di alzarsi in piedi;ciò rappresenta la rinascita e la capacità di saper superare le difficoltà.E’ anche molto importante il rapporto uomo e donna,che nel circo contemporaneo è messo in gioco fino in fondo.Infatti in alcuni spettacoli una donna con i tacchi è salita sul petto di un uomo rappresentando così la sensualità e l’amore.Il circo contemporaneo è perciò dentro ai nostri tempi, poiché racconta sempre le emozioni che ognuno prova.

(Nicoleta Sofroni)

Il circo tradizionale, dove un giocoliere/clown/acrobata ect. si esibisce per un tot di minuti per mostrare tutto ciò che sa fare, si evolve nel circo contemporaneo (nouveau cirque), che consiste in una forma di spettacolo compiuta e non più in numeri divisi e staccati. Le aspettative del pubblico in questo caso sono ben poche e "standard" verso chi ha di fronte, e chi è sul palco (e non più al centro del tendone--> chapiteau) riesce a sfruttare a pieno la sua posizione, rendendo così gli spettatori co-protagonisti della propria esibizione.
Il circo contemporaneo può essere di molti generi: stilizzato, bizzarro, acrobatico ect., in cui il chiaroscuro e i muscoli del corpo vengono messi in risalto ( soprattutto dalle luci), e non mostra, ma racconta, una storia utilizzando solo il linguaggio del corpo, senza proferire parola.
Può trattare di diversi scenari: la precarietà, l'incompiutezza, l'imperfezione e diversi argomenti a noi molto vicini, riguardanti la società e il mondo che ci sta intorno. Molte volte infatti, i temi collettivi si basano sul desiderio di innovazione. Come ad esempio "Tribù Iota", dove il senso di ribellione dei ragazzi contro la società rappresenta la fase di crescita. Queste personalità forti negli spettacoli rendono molto utile il messaggio che ci viene trasmesso.
La ricchezza del circo contemporaneo consiste anche nel mescolare danza e forza di gravità, creando così uno spettacolo in cui si descrive se stessi. I circensi, partendo dal presupposto della possibilità di caduta, potenziano lo spirito della capacità di mettersi a rischio. In questo modo sfruttano la loro instabilità per rappresentare il disequilibrio, riuscendo però a superarlo. Esiste infatti lo spettacolo sull’ errore, dove all'inizio l'apparente giocoliere maneggia perfettamente le palline, poi integra sempre più errori e sbavature al suo numero, rendendolo un tema sull'imperfezione: "l'errore ci appartiene e il circo è fatto per vedere il mondo vero, quotidiano, imperfetto".
Ci sono molte varietà di danza integrate nel circo e molte compagnie sperimentano diversi movimenti per aumentare la potenza dell'esibizione. I coreografi, di tutte le età, scrivono con i corpi a disposizione una storia, senza un rapporto con la parola, tendendo a utilizzare solo le immagini che hanno in testa.
Vengono aggiunti allo spettacolo diverse componenti in più, utilizzate per esprimere dei sentimenti precisi:
- pertica o pala cinese: irraggiungibilità;
- Filo: persone che vivono lontano da terra e dalla vita che non ci soddisfa mai pienamente;
- Scala e tappeti elastici: (es. Grenoble) rappresenta una dimensione lontana da tutti dove grazie al tappeto si riesce o meno a salire le scale, utilizzando movimenti ripetitivi e costanti;
- Palcoscenico e corpo: per danzare e muoversi al ritmo e al suono della canzone;
- danza: posizioni diverse/non tradizionali e forme particolari assunte dal proprio corpo;
- Immagini proiettate sullo schermo/tulle del palcoscenico: per andare oltre i limiti, dove il movimento si moltiplica e non si conclude in se stesso anche grazie alla proiezione di oggetti che creano illusioni;
- Spettacolo: (es. erection) dove chi sta sul palco illuminato fa dei movimenti non riuscendo però ad arrivare al scopo, cioè ad alzarsi.
Possono essere utilizzati anche oggetti per rappresentare un'immagine forte: ad esempio i tacchi rossi a spillo che camminano sopra un corpo. Questo è un chiaro contenuto estetico che fa rendere soggettiva la propria storia, che può essere interpretata, a seconda del individuo, in modi molto diversi.