Martedì 5/4/2016 I Incontro col prof. C. Longhi
(COCCHI Chiara)
II INCONTRO DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO con Claudio Longhi, professore di Storia ed Istituzione della regia al DAMS di Bologna.
Il momento di nascita della regia è una questione tanto discussa quanto complessa: occorre, infatti, prima capire che cosa sia per poi attribuirle una “data”.
Sin dalle prime rappresentazioni teatrali, insieme agli attori vi era una figura coordinante che aiutava i primi nella realizzazione, il cui nome cambia a seconda dei popoli e dell'epoca: per i Greci il coro didascalico, per i latini il signore delle greggi (= popolo), nell'età barocca il coago.
In Italia la parola “regia” compare per la prima volta nel 1935 come “mettitore in scena” dal francese “mise-en-scène” (di fine 1800), nell'articolo di Bruno Migliorini, grande storico della lingua italiana (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Migliorini). Il compito generico del coordinatore diventa quindi oggetto di ipotesi, fino a delineare i tratti di una vera e propria identità professionale.
Il teatro moderno comparato alla compagna di “Teatro all'antica Italiana” di Eleonora Duse a cavallo tra '800 e '900: cosa è cambiato e perché
(per vita di Eleonora vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Duse)
Neanche Gabriele D'Annunzio, suo amante, riuscì a convincerla della validità del teatro di regia che in quegli anni stava prendendo piede all'estero. Eleonora non partecipò mai alle prove dello spettacolo da lui organizzato, presentandosi solamente e con sorpresa generale la serata del debutto. Fu un fallimento totale, che dimostra l'ostinazione della giovane donna.
tempi di costruzione di uno spettacolo → da 3/4 giorni ad un minimo di 40
numero di attori coinvolti → da 30/40 a compagnie di massimo 4/6 elementi
durata del contratto degli attori → prima l'assunzione era continuativa per 3 anni indipendentemente dallo spettacolo, oggi comprende i tempi di prova, il debutto e la tournée (eventualmente ripresa l'anno successivo)
durata della tournée → Eleonora si sposava di città in città per i 40 giorni del cosiddetto “Anno comico”, dalla Quaresima al Carnevale. L'attrice e la sua compagnia erano preparati su un repertorio di 6 o 7 spettacoli che garantiva loro un rapido cambio di programma non appena la rappresentazione si dimostrava ripetitiva e la partecipazione del pubblico calava. In una stessa sera al dramma si posponeva la farsa (genere di opera teatrale la cui struttura e trama sono basate su situazioni e personaggi stravaganti, anche se in generale viene mantenuto un certo realismo) di modo da alternare momenti di comicità. Negli ultimi anni lo spettacolo si ferma in un teatro per una media di cinque giorni, ma in generale la tenitura è proporzionale all'entità demografica della città in cui la messa in scena viene proposta (es. Roma tra le 2 e le 4 settimane, Piccolo Teatro di Milano anche un mese, un mese e mezzo).
La differenza maggiore e fondante di quelle appena elencate è il modo di concepire il teatro. Tra la fine del 1800 e l'inizio del secolo scorso il teatro era pensato per ruolo: gruppo, grande famiglia di personaggi con caratteristiche psicologiche e fisiche (“physique du rôle”) simili. Per esempio Giulietta di Shakespeare apparteneva alla categoria delle “giovani innamorate” ed erano portate ad interpretarla ragazze di bell'aspetto, romantiche, ... e così via.
L'attore era dunque come se portasse in scena se stesso e calarsi nella parte gli veniva quasi naturale.
Questi era inoltre scritturato insieme al proprio guardaroba. La figura della costumista non era necessaria: il problema estetico non era d'insieme, come oggi, ma di parte: vale a dire che non importava che gli abiti di due personaggi vicini tra loro fossero in pendant o non stonassero, ma solo che questi fossero adatti al singolo soggetto.
Per spettacoli paratattici si intendono quelli dei grandi attori, dove tanti elementi stanno uno accanto all'altro anche se scoordinati. Il testo completo è a disposizione solamente del suggeritore nascosto nella cupolina del proscenio (parte terminale del palco). Agli attori erano invece consegnate le “ parti levate” ossia le singole battute più lo spunto (ultima parola della battuta precedente, per capire quando è il proprio turno di parola).
Gli spettacoli ipotattici sono quelli di regia, dove ogni cosa è bene che sia amalgamata. Oggi il copione comprende l'intero testo ed è affidato ad ogni attore. Il suggeritore è un assistente di regia solo durante le prova, negli spettacoli solo in casi estremi.
(DARA Laura)
REGIA/REGISTA
prima di lui erano gli attori ad occuparsi degli spettacoli
Nasce nel 1930 ca.
In un articolo Bruno Migliorini parla di questa nuova “nascita”, facendo anche svariate ipotesi su essa.
-DURATA SPETTACOLO STANDARD: 40 giorni - 1 mese
Eleonora Duse era molto più rapida. Poteva preparare uno spettacolo anche in pochissimi giorni (4/5).
La sua compagnia ospitava 30 - 40 persone, mentre al giorno d’oggi una compagnia ne ospita circa 8.
-Oggi uno spettacolo, se si è fortunati, dura 2 mesi. Gli attori, dunque, fra la preparazione e lo spettacolo, hanno un contratto di circa 3 mesi. Gli attori della Duse, invece, ne avevano uno di ben 3 anni.
-Oggi, durante una Tournée, la compagnia sta, ad esempio, a Bologna giovedì/venerdì (i giorni cambiano in base alla città e alla sua fama). Un tempo, invece, lo spettacolo durava una settimana e gli attori avevano il lunedì come giorno libero.
La Duse, ad esempio, stava a Venezia circa 40 giorni, poiché in quell’arco di tempo, aveva ben 6/7 spettacoli in repertorio.
In genere si recitavano due spettacoli la sera: 1°=Dramma, 2°=Farsa.
-Quando un attore veniva scritturato, veniva anche scritturato il suo guardarobista. Al contrario, oggi del vestiario si occupa il costumista.
-SPETTACOLI DELLA DUSE = paratattici (non stabiliscono delle gerarchie).
-SPETTACOLI DELLA REGIA = ipotattici (le cose si devono amalgamare).
-PARTI LEVATE = ogni attore aveva le proprie battute. L’unico a disporre del copione intero era il suggeritore.
-REGISSEUR = direttore di scena.
-COMPARTO ARTISTICO = attori; regista; autore; costumista.
-COMPARTO TECNICO = sarti; attrezzisti e macchinisti; scenografia; fonico.
(DALL’OLIO Rebecca)
Nascita della regia
Regista ➥ In Grecia non esisteva ancora la parola “regia” nacque probabilmente molto più avanti.
In francese il regista si chiama “metteur en scene”
Il temine iniziò a comparire intorno al 1800 in Francia e nel 1898 in Russia.
Teatro all’antica italiana ➥ organizzazione diversa da ora.
Tenitura ➥ tempo che una compagnia passa in una città per degli spettacoli (tenitura proporzionale al numero di persone presenti nella città)
Un tempo era più facile l’organizzazione perché gli attori si conoscevano bene.
Attore ➥ specializzato in determinato ruolo.
Ruolo ➥ non é il personaggio.
Giulietta = personaggio ➥ ruolo = giovane innamorata
Romeo = personaggio ➥ ruolo = primo innamorato
necessità che l’attore avesse il PHYSIQUE DU RÔLE : L’attore portava in scena se stesso, la sua stessa fisicità.
Oggi ➥ problema entrare nella psicologia del personaggio.
Prima era più facile la messa in scena.
Eleonora Duse ➥ no gerarchie (Eleonora al centro di tutto)
Parti levate ➥ ogni attore non aveva l’intero copione come ora, aveva solo le sue parti.
L’unico che aveva tutto il copione era il suggeritore.
Oggi il suggeritore esiste solo durante le prove (a parte in casi estremi)
Spettacolo ➥ fatto organico, complessivo.
Il teatro di Eleonora Duse era diverso, ma non inferiore.
Regia ➥ profondo cambiamento nel mondo dello spettacolo.
MODALITÀ DIVERSE:
Organismo ➥ corpo vivente
Meccanismo ➥ ingranaggi (far funzionare la macchina)
Rapporto registi e grandi attori
Compresenza attore-spettatore
Ci vuole almeno 1 attore e 1 spettatore per avere il teatro.
Ruolo attivo spettatore.
La regia ha a che fare con arte e con tecniche di produzione.
Luigi Pirandello ➥ fine ‘800 - 1936 (Siciliano, Agrigento)
Laureato in Germania, linguista.
Scrittore anche per il teatro.
Si innamorò di un attrice (Marta Abba) e decise di fare anche il regista.
“Trilogia teatro nel teatro”
Debutto in Germania.
- I sei personaggi in cerca d’autore.
- Ciascuno a suo modo
- Questa sera si recita a soggetto (recitare a soggetto ➥ improvvisare)
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